Cosenza non può essere considerata isolatamente, ma deve diventare il cuore di una vera macroarea urbana, capace di connettere in modo efficiente e sostenibile i comuni dell’area, l’Università della Calabria e i principali poli dei servizi, della cultura e del lavoro.

Un sistema di trasporti efficiente non è quello in cui i poveri guidano l’auto, ma quello in cui i ricchi usano i mezzi pubblici
Per raggiungere questo obiettivo occorre innanzitutto rivalutare e riutilizzare le infrastrutture già esistenti, evitando di continuare a progettare nuove opere senza valorizzare ciò che già possediamo. Un esempio concreto è rappresentato dal tracciato delle Ferrovie della Calabria, dove in alcuni tratti esistono ancora infrastrutture ferroviarie che potrebbero essere recuperate e trasformate in un moderno sistema di trasporto pubblico metropolitano. L’obiettivo strategico potrebbe essere quello di realizzare un collegamento diretto e frequente tra Cosenza e l’Università della Calabria, integrato con la rete del trasporto pubblico e con i collegamenti verso i comuni della macroarea.
A questa rete ferroviaria dovrebbero affiancarsi bus elettrici, piste ciclabili, percorsi pedonali, parcheggi di interscambio e sistemi digitali di mobilità, creando un unico sistema nel quale il cittadino possa spostarsi facilmente da un comune all’altro utilizzando mezzi diversi e coordinati.
Le nuove tecnologie possono rendere questa rete ancora più efficiente: un’unica piattaforma digitale potrebbe fornire informazioni in tempo reale, integrare orari e percorsi, consentire l’acquisto di un unico titolo di viaggio e favorire l’utilizzo del mezzo pubblico attraverso sistemi di mobilità intelligente.
Valorizzare e riutilizzare l’esistente
La sfida, quindi, non è semplicemente costruire nuove strade o nuovi binari, ma ripensare la mobilità dell’intera area urbana come una rete unica, nella quale le infrastrutture esistenti, la tecnologia e la sostenibilità lavorino insieme.
Cosenza e l’Università della Calabria devono tornare a essere fisicamente e funzionalmente più vicine. Ridurre le distanze significa creare nuove opportunità di studio, lavoro, ricerca e impresa e costruire una città più moderna, sostenibile e competitiva.
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